Monday, March 31, 2008
Saturday, March 29, 2008
Vincere e vinceremo / 2
Si sono concluse le rivelazioni dei sondaggi, almeno quelle ufficiali e pubblicabili. E siamo in una situazione che ha del già visto, con la coalizione all'opposizione avanti; ricordando quello che è successo negli anni scorsi:1. Nel 2006 l'Unione, all'opposizione, avanti in tutti i sondaggi di 5 punti (vi prego, non rimestate col sondaggio americano, che era ben altro che un sondaggio). Finì praticamente patta.
2. Nel 2001 la CdL era data avanti di 10 punti in "tutti i sondaggi", col Berlusca che rifiutò il confronto TV per manifesta superiorità sondaggica. Finì con 4 punti di distanza.
3. Nel 1996, saltando la discussione delle mitiche amministrative delle bandierine, l'Unione era data avanti tra i 5 e i 10 punti. Vinse di meno di 5.
4. Nel 1994 si parlava di pareggio. Vise Berlusconi di quasi 8 punti percentuali.
Lungi da me considerare "tutti i sondaggi" o una loro media come una serie di valore statistico, cosa assolutamente senza senso, rimane curioso il fatto che ci sia una certa percentuale di votanti non tracciabile, che probabilemente decide all'ultimo, che segue consigli altrui ovvero provenienti dall'altra spnda del Tevere. Malgrado ciò io continuo a ritenere che i sondaggi in Italia sono perfettamente scientifici, ma che purtroppo non intercettano una parte di elettorato. E non ci riescono da anni. Magari è di per sè un argomento di studio statistico.
Quello che però politicamente si può imparare è che in Italia tutte le situazioni che si muovono sotto al 10% sono implicitamente too-close-to call. Per cui, sempre politicamente parlando, bisogna crederci, e non farsi influenzare dal vittorismo della parte avversa. Il Berlusca lo fece 2 anni fa. E i fatti gli diedero ragione.
In fondo poi, la ricetta è semplice. Basta smetterla di inseguire l'avversario e parlare semplicemente al proprio elettorato. Non dimenticando di organizzare la festa per il 14 Aprile a Roma. Visto che ci sarò anch'io.
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Italia
Thursday, March 27, 2008
Windows Vista Performance
I've got some fast tricks to speed-up dramatically Windows Vista's Performance; backup your registry before and restart at the end.
1. Shut down following services:
Application experience
Distributed link tracking client
Offline files
Webclient
Windows Defender (you can also disable it in its property mask -> disable automatic scan)
Tablet PC input service
Super Fetch
Windows Search
2. Disable the hibernate (Command Prompt. Right-click this entry and select "Run as administrator."; at the command prompt, type "powercfg -h off" (without the quotes)
3. Disable the UAC (Control Panel, Users)
4. Remove completely the sidebar (Right Click on the icon bar; disable the automatic start)
5. Set a fixed Page File (about 2.5x your RAM)
1. Shut down following services:
Application experience
Distributed link tracking client
Offline files
Webclient
Windows Defender (you can also disable it in its property mask -> disable automatic scan)
Tablet PC input service
Super Fetch
Windows Search
2. Disable the hibernate (Command Prompt. Right-click this entry and select "Run as administrator."; at the command prompt, type "powercfg -h off" (without the quotes)
3. Disable the UAC (Control Panel, Users)
4. Remove completely the sidebar (Right Click on the icon bar; disable the automatic start)
5. Set a fixed Page File (about 2.5x your RAM)
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Internet
Wednesday, March 26, 2008
Il clima degli anni '70
Uno degli hoax che girano ancora sul riscaldamento globale è quello che negli anni '70 gli scienziati avevano previsto un raffreddamento globale. Da questa bufala, in realtà dovuta ad un articolo del Newsweek per il quale il settimanale si è anche scusato, vengono derivati tutta una serie di argomenti logici da quarta elementare; tra cui si ricordano il se si sono sbagliati allora, si sbagliano anche oggi (Galileo si rivolterebbe nella tomba), oppure il le misure erano sbagliate allora e quindi lo sono ancora oggi (Galileo ora si rivolta dall'altra parte) o anche il negli anni '70 il clima si stava raffreddando, oggi si sta riscaldando, per cui sono normali oscillazioni.
In realtà le misure purtroppo hanno sempre indicato, già dalle prime misure globali e dalle prime modellizzazioni, un riscaldamento. E la notizia era già uscita dai circoli scientifici negli anni '60. Tanto che aveva ispirato il romanzo Largo!Largo! da cui fu tratto il film Soylent Green (noto in Italia col titolo di 2022: i sopravvissuti).
Le analisi sul clima e sulla sostenibilità dello sviluppo avevano portato ad una previsione da romanzo decisamente catastrofica, in cui nel mondo la temperatura si sarebbe innalzata enormemente e le risorse disponibili si sarebbero ridotte.
In realtà le misure purtroppo hanno sempre indicato, già dalle prime misure globali e dalle prime modellizzazioni, un riscaldamento. E la notizia era già uscita dai circoli scientifici negli anni '60. Tanto che aveva ispirato il romanzo Largo!Largo! da cui fu tratto il film Soylent Green (noto in Italia col titolo di 2022: i sopravvissuti).
Le analisi sul clima e sulla sostenibilità dello sviluppo avevano portato ad una previsione da romanzo decisamente catastrofica, in cui nel mondo la temperatura si sarebbe innalzata enormemente e le risorse disponibili si sarebbero ridotte.
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Clima
Parigi è valsa una messa, di Pasqua
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Personale
Tuesday, March 25, 2008
Il duro mestiere del giornalista sportivo
Hai di fronte il team che più ha vinto nella storia della Formula 1; hai di fronte il team che più e più volte ha ribalatato situazioni incredibili; hai di fronte il team che ha presentato una continuità incredibile attraverso più di un decennio; hai di fronte il team che meglio ha interpretato lo spirito dello sport modoristico moderno.
Poi succede un GP un po' incasinato, in cui tutto va storto. E tu, giornalista di Formula 1 quadratico medio, non sai far nient'altro che fare titoli ad effetto, parlare di crisi, debacle, tragedie e team sotto accusa. Neanche ti degni di dare un'occhiata alla tabella dei tempi del pilota finlandese per vedere che lui, con un solo treno di gomme morbide, faceva tempi incredibili dopo più di 30 giri sul circuito australiano.
Ora parli di rinascita. Invece la realtà è che non ci capisci niente di Formula 1 e ti fai solo i viaggetti gratis avanti e indietro per il mondo.
Ma un lavoro no?
Poi succede un GP un po' incasinato, in cui tutto va storto. E tu, giornalista di Formula 1 quadratico medio, non sai far nient'altro che fare titoli ad effetto, parlare di crisi, debacle, tragedie e team sotto accusa. Neanche ti degni di dare un'occhiata alla tabella dei tempi del pilota finlandese per vedere che lui, con un solo treno di gomme morbide, faceva tempi incredibili dopo più di 30 giri sul circuito australiano.
Ora parli di rinascita. Invece la realtà è che non ci capisci niente di Formula 1 e ti fai solo i viaggetti gratis avanti e indietro per il mondo.
Ma un lavoro no?
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Formula 1
Thursday, March 20, 2008
Kimi ama, domenica va forte
Citazione:
A Niki Lauda che nei giorni scorsi aveva detto che non si sarebbe aspettato così tanti errori da un campione del mondo, il finlandese ha risposto con senso autocritico: "Anche io non mi aspetto i miei errori, ma fanno parte delle corse"
A Niki Lauda che nei giorni scorsi aveva detto che non si sarebbe aspettato così tanti errori da un campione del mondo, il finlandese ha risposto con senso autocritico: "Anche io non mi aspetto i miei errori, ma fanno parte delle corse"
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Formula 1
Wednesday, March 19, 2008
Tuesday, March 18, 2008
Grazie
Grazie al miglior direttore sportivo della storia della Formula 1. All'uomo che per anni si è accollato personalmente tutte le responsabilità della Ferrari nei momenti difficili; per sette lunghissimi anni, dal '93 al 2000, ha tenuto duro, sempre sicuro che il lavoro alla fine paga. Grazie all'uomo che ha creato la migliore scuderia che la storia dell'automobilismo ricordi. E che da oggi lascia l'ultima carica operativa nel Cavallino.
Grazie Jean.
Grazie Jean.
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Formula 1
Il TAR di Berlino
La Germania rimane un paese difficile da inquadrare dal punto di vista socio-economico: tantissimi aspetti sono estremamente social-socialisti, dalla compartecipazione ai servizi sociali, dalle tasse alla burocrazia. Altrettanti aspetti sono da paese estremamente liberale, dall'economia privata benchmark mondiale alla politica dei redditi, dalla mania per il lusso a quella di conservare lo status quo.
È di alcuni giorni fa la notizia che l'equivalente del TAR a Berlino ha dichiarato giuridicamente sbagliato l'accordo tra sindacati e governo che prevedeva il salario minimo per il personale che distribuisce le poste; in quanto livellerebbe la concorrenza.
L'osservazione mi pare corretta, anche se ovviamente il TAR locale non ha approfondito gli aspetti sociali.
È di alcuni giorni fa la notizia che l'equivalente del TAR a Berlino ha dichiarato giuridicamente sbagliato l'accordo tra sindacati e governo che prevedeva il salario minimo per il personale che distribuisce le poste; in quanto livellerebbe la concorrenza.
L'osservazione mi pare corretta, anche se ovviamente il TAR locale non ha approfondito gli aspetti sociali.
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Germania
Monday, March 17, 2008
La "decisione" del mercato di scambiare il petrolio in Euro
Ci sono aspetti comportamentali del mercato che sono decisamente affascinanti; vista da fuori, è facile chiamarle speculazioni di persone senza scrupoli, magari governate da una centrale del male o dal SIM di turno; a vederle più da vicino a me sembrano spostamenti da una posizione di equilibrio all'altra causate dalla somma di errori politici e rapporti domanda-offerta.
Un caso classico sono state le crisi finanziarie degli anni '90: il quasi default di Lira e Sterlina nel '92 e quello Russo di alcuni anni dopo; o anche la crisi Messicana e quella Argentina. Le azioni velocissime e le decisioni ancora più rapide prese all-around-the-clock mettono sotto pressione le classi politiche, spesso decisamente impreparate. Nel '92 un colpo d'ala del governo Amato salvò la Lira sul filo di lana di una crisi cominciata con le finanze allegre degli anni '80. Gli altri casi non furno così fortunati.
Read more...
Quello che sta succedendo oggi è che nel mondo è cresciuto il fabbisogno di petrolio; però l'aumento dei prezzi non rappresenta solo una dinamica domanda-offerta. In qualche modo il mercato sta prendendo una "decisione" (il virgolettato sta ad intendere che sembra una decisione presa da una persona, in realtà è una dinamica logica fatta da tantissimi elementi); infatti se qualcuno si prendesse la briga di guardare i prezzi del petrolio in Euro, semplicemente confrontando le curve dei prezzi del petrolio in dollari e del cambio euro-dollaro, troverebbe negli ultimi anni una crescita normale del prezzo del brent stesso.
Nel 2001 il brent costava 25$, ovvero 25 Euro. Nel 2008 siamo a 110 dollari, ovvero 68 Euro. Un aumento di poco più del doppio con l'Euro a fronte di più del quadruplo con il dollaro. L'aumento del prezzo in Euro è assolutamente compatibile con la notevole crescita della domanda e una certa oscillazione sui prezzi, tipica nei casi di sbilanciamento domanda-offerta. Insomma, il mercato non sta speculando sul petrolio e con questo affonssando l'economia, come cerca di spiegare il giornalista di Rep.; il mercato ha semplicemente "deciso" di scambiare il petrolio in Euro.
Ci vuole ancora un po', ma poi se ne accorgeranno tutti.
Un caso classico sono state le crisi finanziarie degli anni '90: il quasi default di Lira e Sterlina nel '92 e quello Russo di alcuni anni dopo; o anche la crisi Messicana e quella Argentina. Le azioni velocissime e le decisioni ancora più rapide prese all-around-the-clock mettono sotto pressione le classi politiche, spesso decisamente impreparate. Nel '92 un colpo d'ala del governo Amato salvò la Lira sul filo di lana di una crisi cominciata con le finanze allegre degli anni '80. Gli altri casi non furno così fortunati.
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Quello che sta succedendo oggi è che nel mondo è cresciuto il fabbisogno di petrolio; però l'aumento dei prezzi non rappresenta solo una dinamica domanda-offerta. In qualche modo il mercato sta prendendo una "decisione" (il virgolettato sta ad intendere che sembra una decisione presa da una persona, in realtà è una dinamica logica fatta da tantissimi elementi); infatti se qualcuno si prendesse la briga di guardare i prezzi del petrolio in Euro, semplicemente confrontando le curve dei prezzi del petrolio in dollari e del cambio euro-dollaro, troverebbe negli ultimi anni una crescita normale del prezzo del brent stesso.
Nel 2001 il brent costava 25$, ovvero 25 Euro. Nel 2008 siamo a 110 dollari, ovvero 68 Euro. Un aumento di poco più del doppio con l'Euro a fronte di più del quadruplo con il dollaro. L'aumento del prezzo in Euro è assolutamente compatibile con la notevole crescita della domanda e una certa oscillazione sui prezzi, tipica nei casi di sbilanciamento domanda-offerta. Insomma, il mercato non sta speculando sul petrolio e con questo affonssando l'economia, come cerca di spiegare il giornalista di Rep.; il mercato ha semplicemente "deciso" di scambiare il petrolio in Euro.
Ci vuole ancora un po', ma poi se ne accorgeranno tutti.
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Economia
Sunday, March 16, 2008
Differenze di carattere
Pare dicono sembra, che le liste degli Italiani che vivono all'estero, le liste dell'AIRE, sono a disposizione di chiunque voglia inoltrare materiale elettorale. Per cui stanno arrivando dei fogli firmati dal Peron di Arcore. Alcuni si arrabbiano alla sequela di stupidaggini presentate dal nano, in particolare riguardo alla presunta fantastica immagine guadagnata all'estero dall'Italia nel ventennio, ops quinquennio, di governo dei peronisti.
Altri, come il sottoscritto, appena hanno intravisto nella lettera il nome del nano, l'hanno buttata.
Altri, come il sottoscritto, appena hanno intravisto nella lettera il nome del nano, l'hanno buttata.
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Italia
Kimi ama, ha visto un'altra gara
Vi risparmio i titoli "Disastro Ferrari", "Debacle a Maranello" o "Non ci siamo"; da quest'anno la FIA sul sito presenta live tutti i dati e i parziali del GP. Che ci crediate o no, la Ferrari è stata la macchina più veloce di tutti. Partita con un carico di benzina notevole, ha fatto dei tempi con gomme morbide inavvicinabili per tutti.
Appena risolti i problemi di affidabilità, si potranno fare i due stint con le morbide e uno con le dure; non ce ne sarà per nessuno.
Appena risolti i problemi di affidabilità, si potranno fare i due stint con le morbide e uno con le dure; non ce ne sarà per nessuno.
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Formula 1
Stare poco bene la sera del 15 Marzo
Quella mattina di Marzo ci rispedirono tutti a casa da scuola; chissà se lo hanno mai immaginato quei rivoluzionari che volevano cambiare tutto e tutti, che in fondo l'unico risultato che hanno ottenuto è quello di spaventare un'intera generazione. Che quello shock del 16 Marzo e quel clima da guerra civile se lo è trovato impresso nel sangue; e che avrebbe in fondo prodotto solo reazione, altro che rivoluzione.Ma negli occhi della compagna di scuola il cui papà faceva il poliziotto e lavorava alla scorta del "Presidente", il panico divenne totale. Cominciò a biascicare che il papà si era sentito male la sera prima e che aveva chiamato al caro amico e collega per farsi sostituire, E quel panico di una bambina figlia di una persona normale che voleva solo una famiglia e un lavoro, è nient'altro che il riflesso pasoliniano della differenza tra chi pensava di cambiare del mondo a pistolettate e chi semplicemente lavorava.
Rimane quel senso di paura pofonda da quel 16 Marzo di trent'anni fa. Quel senso di non capire il mondo in cui ci si affaccia. Quel sangue per terra. Quei ragazzi sacrificati. Quegli stessi ragazzi che lo seguivano a Terracina mentre, vestito di tutto punto, passeggiava sul bagnasciuga:
Domenico Ricci, 42 anni. Sposato con due figli.
Oreste Leonardi, 52 anni. Sposato con due figli.
Giulio Rivera, 24 anni. Celibe.
Raffaele Iozzino, 25 anni. Celibe.
Francesco Zizzi, 30 anni. Celibe. Che quel giorno sostituì il collega che si era sentito poco bene la sera prima. Era al primo giorno di lavoro nella scorta di Aldo Moro. Ha resistito 3 ore nella sala di rianimazione del Policlinico Gemelli.
Friday, March 14, 2008
Pessimo gusto
Nella campagna finto intelligente del Ferrara, che ora ha dimenticato di colpo tutte le idee che per anni ha propagato e si è concentrato sui suoi problemi psicologici e sul suo dramma dovuto ai tre aborti in cui è stato coinvolto, spicca la enorme mancanza di buon gusto sullo slogan abort macht frei.
Che qualcuno dica al genio del giornalismo italiano che aborto in tedesco non si dice abort. Si dice Abtreibung.
Che qualcuno dica al genio del giornalismo italiano che aborto in tedesco non si dice abort. Si dice Abtreibung.
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Italia
Kimi ama, ricomincia a divertirsi
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Formula 1
Thursday, March 13, 2008
Bossi-Fini
Da Arigatò, il blog che parla Giap, le fantastiche avventure di un'extracomunicaria che viene da un paese ricco, che non è arrivata con lo scafo e che è sposata con un italiano:
Mi piace tanto Italia, tutti i miei amici mi dicono "che bello abiti in Italia, bel paese!!".
Non è vero, troppo fatica per vivere qui in Italia come stranieri. Io non chiedo tanto ma minimo di organizzazione non c'è qui?? Gli italiani mi dicono di avere pazienza qui siamo in Italia. Smettiamo di dire così? Io non lo più sopporto.
Mi piace tanto Italia, tutti i miei amici mi dicono "che bello abiti in Italia, bel paese!!".
Non è vero, troppo fatica per vivere qui in Italia come stranieri. Io non chiedo tanto ma minimo di organizzazione non c'è qui?? Gli italiani mi dicono di avere pazienza qui siamo in Italia. Smettiamo di dire così? Io non lo più sopporto.
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Italia
Wednesday, March 12, 2008
La fine dell'Europa
Sono anni, più di un decennio, che Bernie Ecclestone, padrino indiscusso della Formula 1, la mena con la fine dell'europa come centro delle attività commerciali e tecnologiche che stanno dietro alla F1 stessa. E, per seguire il soldo, ha investito di tutto e di più nelle infrastrutture asiatiche, creando da nulla i GP di Melbourne, di Shanghai e di Singapore. Ora vuole costringere gli organizzatore dei suddetti GP, e Singapore ha accettato in partenza, a fare i GP in notturna, per venire incontro alle esigenze di fuso orario degli spettatori europei.
Insomma, ma quest'Europa è finita o no? Oppure il cambio a 1,54 con Dollaro e tutta una serie di altri segnali, fanno pensare a qualcosa di diverso? Purtroppo sono ormai mesi che i geni della finanza à là Ferrara non ci deliziano più con le loro analisi catastrofiche. Ci mancano tanto.
Insomma, ma quest'Europa è finita o no? Oppure il cambio a 1,54 con Dollaro e tutta una serie di altri segnali, fanno pensare a qualcosa di diverso? Purtroppo sono ormai mesi che i geni della finanza à là Ferrara non ci deliziano più con le loro analisi catastrofiche. Ci mancano tanto.
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Formula 1
Tuesday, March 11, 2008
La vittoria alle elezioni di Uàlter
La discussione sulla sondaggite, malattia politico-giornalista che fa vedere fischi per fiaschi, sta raggiungendo vette comiche durante l'attuale campagna elettorale Italiana. Non sto qui a dettagliare quello che più volte si è detto. Stavolta mi piacerebbe parlare di un caso che potrebbe far drizzare parecchie orecchie.Correva l'anno del Signore 2005 e il governo tetesko allora presieduto dal cancelliere Schröder aveva indetto elezioni anticipate. Praticamente senza speranza, visto che "tutti i sondaggi" lo davano indietro di una quantità industriale di punti, tra il 10 e il 15%. La campagna elettorale non spostò una virgola nei "trend" dei sondaggi e si concluse a metà Settembre con la situazione che avete a lato nel grafico: DC teteska al 41%, Socialdemocratici al 32%.
Uno direbbe: perkè noi tovere votare cuanto tifferenza kosì crante? Naja, succede poi che il 18 Settembre dalle urne esce una sonora pernacchia, con una parità dei due partiti intorno al 35% e il giorno dopo si scatenano una marea di commenti pesanti e sarcastici contro i professionalissimi istituti demoskopici teteski. I quali, con calma serafica, affermarono che loro avevano prodotto i dati in modo scientifico; ma che non erano responsabili delle rispettive interpretazioni politiche. Vabbè, uno potrebbe dire che tengono famiglia e provano a difendersi.
La situazione poi non è nuova e, a guardarlo come fenomeno, si scopre che nella metà delle elezioni recenti i sondaggi prenderebbero una toppa, più o meno clamorosa: si sbagliarono di 5 punti sia nel 2006 che nel 2001 in Italia con orientamenti diversi (nel 2001 la differenza data a più del 10% spinse addirittura ad annullare il confronto televisivo), si sbagliarono alla rielezione di Bush e stanno sbagliando a catena nelle primarie Statunitensi. D'altro canto ci hanno preso bene in Francia, in Inghilterra e in Russia recentemente.
Se siete arrivati fino a qui e avete voglia di risolvere l'inghippo, vi dico chi non è l'assassino: i sondaggisti sono praticamente tutti bravi, preparati, lavorano con metodo statistico da manuale e praticamente non hanno fatto alcun errore negli ultimi 20 anni. Vabbè, allora chi è l'assassino?
Il colpevole di questo dramma collettivo che ormai da anni influenza in modo inequivocabile la politica è colui che commette questi tre errori nel leggere un sondaggio:
1. Non considera le forchette. Un sondaggio non dice che il PdL sta al 41,5% e il PD sta al 36,5%. Il sondaggio campiona un sottoinsieme minimo ma rappresentativo dell'elettorato; insomma, telefona a 2000 persone, cerca in queste 2000 le mille che siano rappresentative dell'elettorato (ce ne servono un po' gggiovani, un altro po' vecchi rincojoniti, un po' impiegati statali, un po' imprenditori con partita IVA, etc etc) e fa un modello statistico. Che dice che, ripetendo le duemila telefonate in quell'esatto momento tantissime volte, quelle percentuali si avvicinerebbero al risultato vero con un certo grado di confidenza e all'interno di un certo intervallo. Insomma, dice che più o meno con 5% di tolleranza, ci potremmo essere. Ovviamente questo viene influenzato da chi risponde a vanvera e da chi si vergogna di dire per chi vota, tipicamente i sostenitori del governo uscente.
2. Fa la media di diversi sondaggi. Magari poi fatti con metodiche differenti e in momenti differenti. E, assurdo matematico massimo, fa la media solo dei valori puntuali e si riscorda di considerare le forchette. Perchè al limite si potrebbe anche fare un'analisi statistica di molti sondaggi; insomma, dato il rapporto enorme tra campione sondaggiato e popolazione votante (uno a quarantamila nei casi tipici, uno su mille in casi rari), l'evento "media dei sondaggi" presenta dei risultati assurdi; mi sono fatto dei calcolini e verrebbe un forchettone tendente al gaussiano di quasi il 20%; insomma un dato praticamente inutilizzabile.
3. Mette i risultati in un grafico temporale. E ovviamente ci mette solo i valori puntuali. Poi esagera, e ci costruisce i trend, utilizzando diverse curve di interpolazione. Ovviamente tutto sotteso a fare la previsione per il giorno delle elezioni.
Il crescendo rossiniano di queste errate interpretazioni dei sondaggi, del loro essere considerati come misure puntuali e dei loro grafici temporali, porta alle cantonate planetarie ormai storiche degli ultimi anni. E la responsabilità è di chi mette le bandierine, non di chi produce gli exit polls o i sondaggi.
Finiamo la lezioncina da professore del primo anno di statistica sbilanciandoci un po', dato che tirare il sasso e nascondere la mano è da piscialletto. Che succederà alle elezioni prossime venture in Italia, basandoci sui sondaggi attuali? I sondaggi dicono una sola cosa interessante: che tantissime persone non indicano il voto; questo, unito alle alte percentuali di votanti tipiche Italiane, dice semplicemente che i risultati sono "too-close-to-call". Che non vuol dire pareggio, che non vuol dire che succederà come in Germania o come alle scorse elezioni del 2006. Vuol dire che la partita può essere ancora giocata; può essere giocata politicamente, non andando dietro al sondaggio di turno, alle medie dei sondaggi, o ai loro trend.
I dati dei sondaggi dicono insomma a Uàlter: vai, muoviti, parla bene, perchè si può vincere. E vinceremo.
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Italia
Monday, March 10, 2008
Dieci anni fa
I tre minuti più belli della storia del calcio:
Giallorossa
Prodotta dalla Vaja, una società Argentina, mi è appena arrivata la custodia rigida in pelle per l'iPod Touch. Semplicemente bellissima.
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Apple
La parola data
Un bel paragone di Delio descriveva giorni fa la situazione bloccata venutasi a creare dopo un'elezione regionale tedesca, per la precisione in Assia. Prima delle elezioni, così come nel 2005, i socialdemocratici avevano escluso categoricamente un'alleanza con i post-PC. Dopo le elezioni ci si è trovati in una situazione di stallo, con entrambi i partiti maggiori, democristiani e socialdemocratici, non in grado di formare un governo secondo le alleanze tradizionali (i democristiani con i liberali, i socialdemocratici con i verdi).
È balzata in testa l'idea di fare un governo di minoranza, socialdemocratici e verdi, appoggiato dagli ex-comunisti. E l'idea l'ha coltivata, in barba a quanto detto prima delle elezioni, la leader locale dell'SPD. Tanto è bastato per scatenare un casino di dimensioni nazionali, per portare alla soglia delle dimissioni il segretario nazionale della stessa SPD, per dare ormai per spacciate le prossime elezioni e per far venir fuori tutta una serie di rivalità di partito magari mai sopite.
Delio faceva notare che la mossa di cambiare la parola data sarebbe stata una cosa minima in un parlamento di un paese mediterraneo, mentre è inconcepibile in uno nord-Europeo. Magari c'è un perchè, e magari uno dei due risponde ad una logica; cambiare la parola data in un certo qual modo definisce la fine della repubblica rappresentativa basata sul rapporto elettore-eletto e introduce la repubblica rappresentativa basata sul rapporto elettore-eletto-eletto. Questi ultimi due definiscono i pesi interni solo in base alla loro convenienza.
È un po' la storia pecionata del ribaltone; anche se lì c'era almeno la scusante di aver prima tentato un governo, che poi era anche durato un certo periodo; un conto insomma è un appoggio di nuove forze di maggioranza per via di cambiate condizioni parlamentari; un conto è un cambio 5 giorni dopo le elezioni. Ne va della sicurezza con cui uno mette la croce sulla scheda. E ne va del futuro stesso di un partito. Niente a confronto con la strategia degli anni '70 di Berlinguer, che cominciò a parlare di Compromesso Storico nel 1973 e che lo applicò dopo le elezioni del 1976; in una condizione in cui gli elettori che avevano votato e che avevano creato uno stallo analogo a quello tedesco, sapevano che i due partiti maggiori volevano fare l'accordo.
I socialdemocratici tedeschi l'hanno capito subito. E, dopo aver tirato il sasso, hanno nascosto la mano.
È balzata in testa l'idea di fare un governo di minoranza, socialdemocratici e verdi, appoggiato dagli ex-comunisti. E l'idea l'ha coltivata, in barba a quanto detto prima delle elezioni, la leader locale dell'SPD. Tanto è bastato per scatenare un casino di dimensioni nazionali, per portare alla soglia delle dimissioni il segretario nazionale della stessa SPD, per dare ormai per spacciate le prossime elezioni e per far venir fuori tutta una serie di rivalità di partito magari mai sopite.
Delio faceva notare che la mossa di cambiare la parola data sarebbe stata una cosa minima in un parlamento di un paese mediterraneo, mentre è inconcepibile in uno nord-Europeo. Magari c'è un perchè, e magari uno dei due risponde ad una logica; cambiare la parola data in un certo qual modo definisce la fine della repubblica rappresentativa basata sul rapporto elettore-eletto e introduce la repubblica rappresentativa basata sul rapporto elettore-eletto-eletto. Questi ultimi due definiscono i pesi interni solo in base alla loro convenienza.
È un po' la storia pecionata del ribaltone; anche se lì c'era almeno la scusante di aver prima tentato un governo, che poi era anche durato un certo periodo; un conto insomma è un appoggio di nuove forze di maggioranza per via di cambiate condizioni parlamentari; un conto è un cambio 5 giorni dopo le elezioni. Ne va della sicurezza con cui uno mette la croce sulla scheda. E ne va del futuro stesso di un partito. Niente a confronto con la strategia degli anni '70 di Berlinguer, che cominciò a parlare di Compromesso Storico nel 1973 e che lo applicò dopo le elezioni del 1976; in una condizione in cui gli elettori che avevano votato e che avevano creato uno stallo analogo a quello tedesco, sapevano che i due partiti maggiori volevano fare l'accordo.
I socialdemocratici tedeschi l'hanno capito subito. E, dopo aver tirato il sasso, hanno nascosto la mano.
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Saturday, March 08, 2008
Certezza della pena in salsa statunitense
Ex-campionessa olimpica beccata per uso di sostanze dopanti, mamma di due bimbi di cui uno di appena 8 mesi, entra in carcere per scontare una condanna a 6 mesi: falsa testimonianza.
Immaginatevi lo stesso caso in Italia.
Immaginatevi lo stesso caso in Italia.
Friday, March 07, 2008
E adesso crea
Le bellissime immagini degli uffici di Google a Zurigo fanno venire di nuovo in mente una delle tematiche irrisolte della produzione, sia essa industriale o artistica: Come viene un'idea, ma sopratutto, come favorirla?Ora, mentre possiamo essere d'accordo che tutta una serie di obrobri architettonici (sia di esterni che di interne) possono solamente che deprimere la creatività dell'ingegnere/scienziato quadratico medio, niente purtroppo assicura che un ambiente bello, arioso, giocoso, libero e divertente, possa assicurare la nascita delle idee innovative.
Il genio è e rimane qualcosa di inesplorato e con la forma di una scintilla. Nasce nell'autobus, nei momenti in cui uno sta sovrappensiero, mentre guardi una che ti attraversa al semaforo, o sulla tazza. Ma non è che se fai gli uffici a forma di incrocio pedonale con dei cessi al posto delle sedie automaticamente ti puoi garantire un miglioramento della produttività creativa. D'altra parte la più grossa innovazione della storia della scienza è nata proprio in Svizzera un centinaio di anni fa, nei momenti in cui il capo non passava e in un ambiente decisamente fantozziano. Oppure, per citarne un'altra, la più grandiosa opera di pittura della storia è nata in un ponteggio malamente illuminato mentre un Papa entrava continuamente per vedere se il lavoro era finito.
Il genio è qualcosa di molto personale, di irregolare e di difficile riproducibilità. Si può fare la lista delle condizioni necessarie, ma purtroppo non di quelle sufficienti. Ha molto a che fare con la scarica di endorfina che un pensiero trasversale produce.
Per cui, a parte attrarre ingegneri da tutta Europa, un ufficio fighissimo non ti garantisce nulla dal punto di vista gestionale. Purtroppo.
Kimi ama, non dice bugie / reloaded
Ricominciamo anche quest'anno con la saga finlandese riprendendo la notizia passata l'anno scorso quando una tizia si fece pubblicità millantando una relazione con Räikkönen. La tizia, ovvero il suo ufficio stampa, affermò che "Mi ha colpito vedere la vetrina all’ingresso della casa (ndb: si riferisce alla casa di Zurigo): ci sono tutti i trofei che ha vinto.". L'anno scorso facevo notare che il finnico ha vinto decisamente poco, e che i trofei vinti in McLaren (all'epoca delle relazione) se li tiene la casa inglese.Oggi su Repubblica la prova fotografica che i non moltissimi trofei sono nella bacheca della casa dei genitori. In Finlandia.
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Formula 1
Thursday, March 06, 2008
La riesumazione della salma di Galileo
Drastico il commento all'iniziativa da parte di padre Antonio di Marcantonio, rettore della basilica di Santa Croce. "Lasciamo in pace i sepolcri della nostra basilica, evitiamo carnevalate.".
Opinione sostanzialmente condivisibile. A parte il dettaglio che due giorni fa è stata riesumata la salma di Padre Pio.
Opinione sostanzialmente condivisibile. A parte il dettaglio che due giorni fa è stata riesumata la salma di Padre Pio.
La cura Di Bella in salsa Apple
In un bellissimo articolo sul Genio Assoluto Steve Jobs, escono fuori dettagli molto delicati sulla sua malattia; un tumore al pancreas che lo Steve pensava di curare con una dieta speciale.
Ovviamente si sbagliava.
Ovviamente si sbagliava.
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Apple
Wednesday, March 05, 2008
Grande Hillary
Segue il mio consiglio dell'anno scorso e propone il ticket a Obama.
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USA
Brava!
Spettacolare comeback di Hillary, che vince quasi dappertutto stanotte. E che mi fa tornare in mente il mio desiderio di vedere sempre più donne al potere.
Cosicchè possano finire tutte quelle storie simil-razziste sullo sbilanciamento sessista della società e sull'utopia che "le donne potrebbero fare diversamente". E cosicchè noi si possa fare sempre più i casalinghi.
Cosicchè possano finire tutte quelle storie simil-razziste sullo sbilanciamento sessista della società e sull'utopia che "le donne potrebbero fare diversamente". E cosicchè noi si possa fare sempre più i casalinghi.
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USA
Mi fai provare?
Le immagini del'atterraggio ad Amburgo hanno fatto il giro del mondo. A più di una persona era venuto in mente che in realtà il pilota aveva fatto una manovra arrischiata e aspettato oltremisura per dare di nuovo potenza ai motori e rialzarsi. Il tutto mischiato con un curioso gioco di rollio in fase di atterraggio, che ha poi causato il contatto dell'ala con la pista. Tutte azioni per lo meno critiche in una fase con un vento trasfersale come quello presente lo scorso fine settimana in tutto il nord-Europa.Oggi esce fuori la notizia che ai comandi dell'Airbus non c'era il pilota, ma la co-pilota. Di 24 anni.
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Germania
Tuesday, March 04, 2008
La Boum
Sophie Marceau, la donna più bella della storia, abbandona il telegiornale francese appena saputo che c'era Le Pen.
Chapeau.
Chapeau.
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Francia
Monday, March 03, 2008
In europa c’è ancora una sacca di totalitarismo / reloaded
A latere di una discussione di un annetto fa sul presunto totalitarismo che c'è in Baviera, bisogna notare che i risultati delle elezioni comunali dello scorso fine settimana hanno rappresentato una sonora sconfitta per la CSU. E fanno accarezzare il sogno di un rovesciamento della maggioranza regionale nelle prossime elezioni di settembre.
Insomma, mi sa proprio che non c'è 'sta sacca di totalitarismo in Baviera.
Insomma, mi sa proprio che non c'è 'sta sacca di totalitarismo in Baviera.
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Germania
Sunday, March 02, 2008
L'accordo tra scienziati
Un articolo del NYT analizza i primi dati dell'anomalia che si sta misurando negli ultimi due inverni (il 2007 nell'emisfero australe e quello corrente nell'emisfero boreale), con temperature molto rigide in diverse parti del mondo e valori mediani decisamente più bassi dell'anno scorso.
In tutto l'articolo il giornalista cerca continuamente, con interviste e email, di trovare un accordo tra diversi scienziati, ovvero di misurarne il disaccordo. Come se il fatto che alcuni scienziati abbiano la stessa opinione abbia un qualsivoglia valore scientifico.
In realtà il valore di un tale articolo è zero virgola zero: l'accordo (o il disaccordo) tra scienziati non è scienza. Period.
In tutto l'articolo il giornalista cerca continuamente, con interviste e email, di trovare un accordo tra diversi scienziati, ovvero di misurarne il disaccordo. Come se il fatto che alcuni scienziati abbiano la stessa opinione abbia un qualsivoglia valore scientifico.
In realtà il valore di un tale articolo è zero virgola zero: l'accordo (o il disaccordo) tra scienziati non è scienza. Period.
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Clima
Saturday, March 01, 2008
Mistral
Oggi è stato annunciato su tutto il centro Europa un impulso di Mistral in forma di venti molto forti e temperature miti. Se non che il vento si è beccato una imprevista componente polare. Col risultato che, invece di 10 gradi, stiamo sotto zero e viene giù una specie di neve e grandine.
Un fenomeno che si ripete raramente; l'ultima volta nel Febbraio del 1999, quando provocò una bufera di neve eccezionale.
Un fenomeno che si ripete raramente; l'ultima volta nel Febbraio del 1999, quando provocò una bufera di neve eccezionale.
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Scienza
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